Blog · · Di Rickard Eriksson
Quel cenno di assenso in riunione, e cosa significa davvero
Token, RAG, allucinazione, shadow AI. Metà del dibattito sull’intelligenza artificiale usa un linguaggio che la maggior parte delle persone non ha mai imparato. Per questo abbiamo creato un glossario che spiega 25 termini di AI in modo che siano facili da raccontare, in 35 lingue, aperto a tutti.
C’è un tipo di cenno di assenso che si vede solo nelle riunioni. Qualcuno dice: "Il modello sta avendo allucinazioni perché la finestra di contesto è troppo piccola, dovremmo usare RAG invece", e intorno al tavolo tutti annuiscono. Nessuno chiede. Fare domande significherebbe ammettere di non aver capito, e non si fa davanti ai colleghi.
Noi crediamo che quel cenno di assenso costi caro. Chi non osa chiedere cosa significano le parole, non può nemmeno fare le domande importanti che seguono: quanto costa, cosa condividiamo, chi è responsabile quando qualcosa va storto? Le decisioni sull’AI finiscono così nelle mani di pochi che conoscono il gergo, non di chi conosce davvero il lavoro. E di solito sono le persone sbagliate.
Per questo abbiamo creato un glossario, e ora pensiamo che meriti una presentazione tutta sua.
25 termini, spiegati in modo da poterli raccontare
Al momento il glossario contiene 25 voci: dai termini di base come modello linguistico, prompt e token, passando per concetti tecnici come RAG, embedding e finestra di contesto, fino alle questioni legali come il Regolamento AI, articolo 50 e trasferimento verso paesi terzi.
Ogni voce è scritta seguendo la stessa regola di tutto ciò che pubblichiamo: la spiegazione deve poter essere raccontata a un collega senza usare nemmeno una delle nostre parole. Un token non è "l’unità semantica minima del modello", ma i pezzi in cui un’AI scompone il testo, più o meno uno per ogni parola corta, e sono i token a determinare tutto: quanto costa una risposta e quanto riesce a tenere a mente il modello. Un’allucinazione non è un misterioso errore tecnico, ma quando l’AI risponde con sicurezza ma sbaglia, e la cosa interessante non è se succede (succede, in tutti i servizi di AI), ma come fai a riconoscerla quando capita.
E ogni voce si conclude con la stessa domanda: cosa significa questo per un posto di lavoro? È qui che la maggior parte dei glossari si ferma, mentre il nostro inizia. Sapere cos’è un’allucinazione serve a poco. Sapere che i rimedi si chiamano fonti, etichettatura e verifica, invece, significa che lunedì puoi già fare qualcosa.
Il termine che vorremmo tu cercassi per primo
Se dovessimo scegliere una sola voce per te, sarebbe shadow AI. Significa l’uso di AI in un’organizzazione senza che chi ne è responsabile ne sia a conoscenza: il collega che incolla l’elenco dei clienti in una chatbot gratuita a casa, sul tavolo della cucina, perché il lavoro non offre niente di meglio.
I tuoi colleghi usano già l’AI. La domanda non è se, ma dove, e cosa ci incollano dentro. La shadow AI non scompare con i divieti, si sposta solo più nell’ombra. Scompare solo quando esiste un’alternativa valida alla luce del sole. Ed è, a dirla tutta, il motivo per cui esiste EuroWork.
Nella tua lingua, anche se è una lingua piccola
L’intero glossario è disponibile in 35 lingue. Non è un dettaglio da poco. Spiegare i termini dell’AI in inglese a un’infermiera lettone o a un falegname portoghese significa solo sostituire una lingua incomprensibile con un’altra. Il cenno di assenso in riunione finisce solo quando la spiegazione arriva nella lingua in cui pensi.
Il glossario è aperto a tutti, senza login, senza paywall. Cerca un termine, invia il link al collega che annuiva accanto a te, usalo nella formazione. È sempre a un clic di distanza in fondo a ogni pagina, e cresce man mano che il dibattito inventa nuovi termini.
La prossima volta che qualcuno dice "dovremmo usare RAG", puoi annuire con la coscienza pulita. O ancora meglio: chiedi "intendi dire che l’AI dovrebbe rispondere usando i nostri documenti invece che la sua memoria?", e guarda tutto il tavolo girarsi verso di te come verso la persona che ha davvero capito.
Trovi l’intero glossario qui: Glossario AI di EuroWork.

Rickard Eriksson
Nel 1996 Rickard Eriksson ha creato quello che è diventato LunarStorm, il primo social medium al mondo, e da allora ha formato persone di oltre 7.000 aziende e organizzazioni del settore pubblico sull'AI. Oggi dirige EuroWork.
Leggi di più su Rickard Eriksson →Questo testo è stato tradotto dall'intelligenza artificiale dallo svedese all'italiano.
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