Esempio scenario
Dall’ombra alla luce: come abbiamo domato l’AI selvaggia con EuroWork
”Non abbiamo vietato l’AI, abbiamo dato alle persone uno strumento che lavora per loro, non contro di noi.”
Marco Gasperoni, Responsabile delle Operazioni · Un’azienda familiare di seconda generazione che produce ceramiche di design artigianale a San Marino
Era un martedì pomeriggio quando mi sono accorto che qualcosa non andava. Durante una riunione informale, un collega del reparto commerciale ha mostrato con orgoglio una bozza di preventivo tradotta in francese in pochi minuti grazie a uno di quei tool gratuiti di intelligenza artificiale. Il problema? Aveva incollato nel prompt non solo le specifiche tecniche dei nostri prodotti, ma anche i dati di contatto del cliente e una stima dei costi interni. In quel momento ho realizzato che avevamo un problema di "AI ombra": i nostri dipendenti usavano strumenti non controllati, mettendo a rischio dati sensibili, segreti aziendali e, soprattutto, la conformità al GDPR. Eppure, non potevo biasimarli. L’AI li aiutava davvero, soprattutto con la burocrazia delle esportazioni verso Italia e Francia, dove ogni documento richiede traduzioni precise e formattazioni impeccabili.
La prima reazione della direzione è stata quella di vietare l’uso di questi strumenti. Ma poi abbiamo capito che sarebbe stato come chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati. I nostri dipendenti avevano bisogno di aiuto, e l’AI poteva essere una risorsa, a patto di usarla in modo sicuro e controllato. Il dubbio, però, era forte: pensavamo che un’AI conforme alle normative europee sarebbe stata complicata da implementare e costosa. E invece, ci sbagliavamo.
Abbiamo scoperto EuroWork, un workspace di intelligenza artificiale governato, con tutti i dati elaborati da provider europei e all’interno dell’UE. L’onboarding è stato sorprendentemente semplice: in un pomeriggio abbiamo invitato il team, impostato un tetto di spesa mensile e siamo partiti. Nessuna formazione complicata, nessuna infrastruttura da configurare. Solo un ambiente sicuro e pronto all’uso.
La vera svolta è arrivata durante la prima settimana. Uno dei nostri tecnici aveva caricato un documento contenente dati personali di un cliente. EuroWork ha rilevato automaticamente le informazioni sensibili e ha alzato il livello di protezione del file, senza bisogno di intervento umano. Questo piccolo dettaglio ha convinto anche i più scettici: finalmente avevamo uno strumento che lavorava per noi, non contro di noi.
Oggi EuroWork è diventato parte integrante del nostro lavoro quotidiano. Le traduzioni dei preventivi e delle schede tecniche per i mercati italiano e francese sono precise, mantengono la terminologia aziendale e preservano la formattazione originale. Le registrazioni delle riunioni vengono trasformate in verbali in pochi minuti, e abbiamo creato uno spazio condiviso per ogni mercato di esportazione, dove tutti possono accedere alle informazioni in modo sicuro e organizzato.
Un altro aspetto che apprezziamo molto è il controllo dei costi. Ogni richiesta mostra il costo esatto fino all’ultimo centesimo, e il tetto mensile ci protegge da sorprese. Per una realtà come la nostra, con un team di circa 60 persone, la spesa si aggira intorno ai 450 euro al mese. Una cifra sostenibile, soprattutto se paragonata ai rischi che avremmo corso continuando a usare strumenti non sicuri.
Guardandomi indietro, mi rendo conto di quanto sia stato importante affrontare il problema con pragmatismo. Invece di vietare l’AI, abbiamo scelto di introdurre una soluzione sicura, conforme e accessibile. Oggi posso dire con certezza che EuroWork non è solo uno strumento, ma un alleato che ci aiuta a crescere senza compromettere la sicurezza dei nostri dati e la fiducia dei nostri clienti. E questa, per un’azienda familiare come la nostra, non ha prezzo.